Ora legale
Ora legale
L'ora legale e' la variazione convenzionale
dell'orario naturale astronomico, solitamente in anticipazione rispetto a
questo, per un dato territorio.
Prescindendo quindi dalla realta' fisica
dell'astronomia, con l'uso dell'ora legale si determina che, per un dato
territorio in genere corrispondente ad una grande nazione o ad una rilevante
parte di essa, l'ora ufficiale dello stato venga calcolata in anticipo o in
ritardo (ma quasi sempre in anticipo) rispetto all'ora solare (naturale) di una data localita',
che in genere e' la capitale dello stato.
Se ad esempio, lo scarto fosse di un'ora di anticipo, al mezzogiorno solare
corrisponderebbe l'ora legale dell'una del pomeriggio.
Le principali ragioni solitamente addotte per
giustificare l'applicazione dell'ora legale, sono due: da un lato questa misura
consentirebbe risparmi energetici poiche' opportunamente centrando una parte
rilevante delle attivita' durante le ore di luce solare si ridurrebbe il
ricorso all'illuminazione artificiale (in genere elettrica).
Inoltre, si sostiene, i cittadini ne trarrebbero beneficio potendo godere di un
maggior numero di ore di luce solare.
Va segnalato pero' che entrambe le motivazioni
sono contestate.
Proposta pubblicamente da Beniamino Franklin gia' nel 1784 (che
ne scrisse un saggio semiserio intitolato “Un progetto economico per la riduzione
del costo della Luce” sul “Journal de Paris” del 26 aprile 1784 - ma si
dubita che potesse trattarsi soltanto di un "divertissement" paradossale), l'ora legale fu
applicata brevemente in Canada nell'Ottocento, poi in Europa nel 1916.
In quell'epoca la definizione di un'ora
ufficiale dello Stato si era appena consolidata nel riferimento, che poi divenne
proverbiale, all'ora ufficiale delle Ferrovie (da cui viene la giusta fama degli
orologi "a cipolla" dei Ferrovieri).
Erano infatti le ferrovie nazionali ad avere necessita' di un'ora ufficiale
comune a tutte le localita' servite, per poter coordinare coincidenze ed orari da
indicare al pubblico; tutti gli stati nazionali europei, man mano, andarono
percio' emanando leggi che precisavano quale fosse l'ora ufficiale dello stato.
Cio' non fu sempre agevole, poiche' gli stati piu' grandi presentavano orari
talvolta sensibilmente differenti per i momenti astronomici fondamentali dello stesso giorno (alba,
mezzogiorno, tramonto) perche' le loro estensioni coprivano
piu' meridiani.
Da pochi decenni dunque, gli
stati europei avevano uniformato gli orari dei territori di
madrepatria (le colonie potevano ovviamente avere altri orari), e lo studio di
un'ora legale di comodo era ancora agli albori.
In genere l'ora legale e' applicata soltanto
per una parte dell'anno (ma proprio in Italia fu applicata per quasi due anni e
mezzo di seguito), ed ordinariamente solo per il periodo dell'estate astronomica. Di solito l'ora legale e'
anticipata di un'ora rispetto all'ora solare, ma vi sono casi di anticipi di 20,
30 o 40 minuti, o anche di due ore rispetto all'ora solare.
Dato che le terre dell'emisfero meridionale,
quelle cioe' situate al di sotto dell'Equatore hanno
stagioni opposte a quelle dell'emisfero settentrionale (l'estate australiana o
del Brasile, coincidono col nostro inverno e viceversa),
l'applicazione dell'ora legale non e' ovviamente uniforme nel Pianeta, ma tiene
conto di queste differenze. Vi sono poi moltissime eccezioni e tanti casi particolari.
Per l'Italia, vedi la nostra pagina sull'ora
legale in Italia.
L'ora legale e' internazionalmente chiamata (in
inglese) "Daylight Saving Time" (DST) o anche "Summer Time",
tempo estivo (ma la canzone di Gershwin non si riferiva all'ora legale...).
Paesi come il Giappone, invece, rifiutano del
tutto il concetto, nel rigoroso rispetto della componente rurale della societa'
nipponica. L'imposizione della misura da parte delle truppe di occupazione USA
al termine della Seconda Guerra Mondiale, fu presto respinta, e dal 1952 il
Giappone vive di luce ed ora solare. Alle nuove proposte di applicazione
dell'ora legale, si oppone ora anche il Ministero dell'Educazione, preoccupato
di prevedibili cali del rendimento scolastico.
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