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Ora legale

Quando l’astronomia cambia per legge



ora legale - i pareri contrari - l'ora legale in Italia - La direttiva CE 84/2000

L'ora legale è la variazione convenzionale dell'orario naturale astronomico, solitamente in anticipazione rispetto a questo, per un dato territorio.

Come funziona l'ora legale

Prescindendo dalla realtà fisica dell'astronomia, con l'uso dell'ora legale si determina che, per un dato territorio in genere corrispondente ad una grande nazione o ad una rilevante parte di essa, l'ora ufficiale dello stato venga calcolata in anticipo o in ritardo (ma quasi sempre in anticipo) rispetto all'ora solare (naturale) di una data località, che in genere è la capitale dello stato.
Se ad esempio, lo scarto fosse di un'ora di anticipo, al mezzogiorno solare corrisponderebbe l'ora legale dell'una del pomeriggio.

Perché cambiare l'orario

Le principali ragioni solitamente addotte per giustificare l'applicazione dell'ora legale, sono due: da un lato questa misura consentirebbe risparmi energetici poiché, opportunamente incentrando una parte rilevante delle attività durante le ore di luce solare, si ridurrebbe il ricorso all'illuminazione artificiale (in genere elettrica).
Inoltre, si sostiene, i cittadini ne trarrebbero beneficio potendo godere di un maggior numero di ore di luce solare.
Va segnalato però che entrambe le motivazioni sono contestate.

La "storia" dell'ora legale

Fu proposta pubblicamente già nel 1784 da Beniamino Franklin (che ne scrisse un saggio semiserio intitolato "Un progetto economico per la riduzione del costo della Luce" sul "Journal de Paris" del 26 aprile 1784 - ma si dubita che potesse trattarsi soltanto di un "divertissement" di sapore, ai tempi, alquanto paradossale).
In seguito l'ora legale fu applicata brevemente in Canada nell'Ottocento, poi in Europa nel 1916.

In quell'epoca la definizione di un'ora ufficiale dello Stato si era appena consolidata nel riferimento, che poi divenne proverbiale, all'ora ufficiale delle Ferrovie (da cui viene la giusta fama degli orologi "a cipolla" dei Ferrovieri).
Erano infatti le ferrovie nazionali ad avere, più di qualsiasi altro soggetto, la necessità di un'ora ufficiale comune a tutte le località servite, per poter coordinare coincidenze ed orari da indicare al pubblico; tutti gli stati nazionali europei, man mano, andarono perciò emanando leggi che precisavano quale fosse l'ora ufficiale dello stato. Ciò non fu sempre agevole, poiché gli stati più grandi presentavano orari talvolta sensibilmente differenti per i momenti astronomici fondamentali dello stesso giorno (alba, mezzogiorno, tramonto) dato che le loro estensioni coprivano più meridiani.
Da pochi decenni dunque, gli stati europei avevano uniformato gli orari dei territori di madrepatria (le colonie potevano ovviamente avere altri orari), e lo studio di un'ora legale di comodo era ancora agli albori.

Come è applicata l'ora legale

In genere l'ora legale è applicata soltanto per una parte dell'anno (ma proprio in Italia fu applicata per quasi due anni e mezzo di seguito), ed ordinariamente solo per il periodo dell'estate astronomica. Di solito l'ora legale è anticipata di un'ora rispetto all'ora solare, ma vi sono casi di anticipi di 20, 30 o 40 minuti, o anche di due ore rispetto all'ora solare.

Dato che le terre dell'emisfero meridionale, quelle cioè situate al di sotto dell'Equatore, hanno stagioni opposte a quelle dell'emisfero settentrionale (l'estate australiana o del Brasile, coincide col nostro inverno e viceversa), l'applicazione dell'ora legale non è ovviamente uniforme nel Pianeta, ma tiene conto di queste differenze. Vi sono poi moltissime eccezioni e ci sono tanti casi particolari.
Per l'Italia, vedi la nostra pagina sull'ora legale in Italia.

L'ora legale è internazionalmente chiamata (in inglese) "Daylight Saving Time" (DST) o anche "Summer Time", tempo estivo (ma la canzone di Gershwin fortunatamente non si riferiva all'ora legale...).

Chi rifiuta l'ora legale

Paesi come il Giappone, invece, rifiutano del tutto il concetto, nel rigoroso rispetto della componente rurale della società nipponica. L'imposizione della misura da parte delle truppe di occupazione USA al termine della Seconda Guerra Mondiale, fu presto respinta, e dal 1952 il Giappone vive di luce ed ora solare. Alle nuove proposte di applicazione dell'ora legale, si oppone ora anche il Ministero dell'Educazione, preoccupato di prevedibili cali del rendimento scolastico.


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